Google Tag Gateway: cos’è e come configurarlo per GA4

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GTG: cos’è, come funziona e come configurarlo per GA4 e Google Ads
Google Tag Gateway è una soluzione di Google che permette di caricare il Google tag e instradare parte delle richieste di misurazione attraverso il dominio first-party del sito, invece di comunicare direttamente dal browser con i domini Google.
L’obiettivo è rendere l’infrastruttura di misurazione più resiliente alle limitazioni introdotte da browser e sistemi di blocco, migliorando il recupero dei segnali per Google Analytics 4 e Google Ads senza richiedere necessariamente un’infrastruttura server-side dedicata.
Il nome utilizzato nella documentazione internazionale è Google tag gateway for advertisers. La soluzione può essere implementata utilizzando infrastrutture già presenti davanti al sito, come CDN, load balancer o web server, con integrazioni semplificate disponibili per alcune piattaforme.
In breve
Il Google tag e parte delle richieste di misurazione passano attraverso il dominio del sito.
Il gateway non sostituisce un container server-side quando servono trasformazione, controllo e routing dei dati.
First-party non significa automaticamente consentito: Consent Mode e CMP restano elementi distinti.
Con una CDN supportata l’attivazione può richiedere un intervento tecnico limitato rispetto a un’architettura server-side completa.
Perché Google ha introdotto Tag Gateway
La misurazione digitale è diventata progressivamente più complessa. Browser, sistemi operativi, impostazioni privacy, gestione del consenso e strumenti di content blocking possono ridurre la quantità di segnali osservabili dalle piattaforme di analytics e advertising.
In una configurazione tradizionale, una pagina web carica il Google tag da un dominio Google e invia direttamente verso l’infrastruttura Google le richieste generate da GA4 o dai sistemi pubblicitari. Questa architettura rende immediatamente riconoscibile la destinazione della richiesta come infrastruttura esterna al sito.
Google Tag Gateway introduce un livello intermedio: il browser comunica inizialmente con un endpoint appartenente allo stesso dominio del sito e l’infrastruttura configurata davanti al sito inoltra successivamente le richieste ai servizi Google. La raccolta del dato avviene allo stesso livello di dove le pagine sono servite.
Il cambiamento può sembrare piccolo, ma modifica un elemento importante dell’architettura: il primo punto di comunicazione utilizzato dal tag diventa first-party. Google riporta un recupero medio del 14% delle conversioni, e questo si ripercuote in decisioni e spesa pubblicitaria migliore e ottimizzata.
conversioni riportate in media
Google Ads ha riportato un uplift medio del 14% nelle conversioni dichiarate dagli advertiser che hanno adottato Google Tag Gateway, sulla base di dati interni Google.
il nuovo percorso del segnale
Tag e richieste di misurazione vengono caricati e inviati attraverso il dominio dell’azienda prima di essere inoltrati a Google.
server dedicati obbligatori
Nelle implementazioni tramite CDN o infrastrutture già esistenti non è necessario introdurre un container server-side dedicato.
Fonte del dato +14%: Google Internal Data, Global, Finance, luglio–dicembre 2024 rispetto a gennaio–giugno 2025. Il risultato non rappresenta una garanzia di incremento per ogni implementazione: il recupero effettivo dipende da traffico, browser, sistemi di blocco, consenso e configurazione tecnica.
Cos’è esattamente Google Tag Gateway?
Google Tag Gateway può essere descritto come un sistema di first-party tag serving e first-party measurement routing.
La documentazione Google prevede implementazioni attraverso infrastrutture come CDN, load balancer o web server. Per alcune CDN sono disponibili procedure di configurazione integrate che riducono sensibilmente la complessità tecnica.

Cosa cambia nella raccolta dati?
L’aspetto più interessante di Google Tag Gateway non è l’URL utilizzato dal tag, ma la possibilità di rendere più robusta la catena attraverso cui i segnali di misurazione raggiungono Google.
Google presenta la soluzione come uno strumento per migliorare il signal measurement recovery e l’accuratezza della misurazione. In altre parole, in determinate configurazioni una parte dei segnali che potrebbe non essere osservata con un’implementazione tradizionale può essere recuperata attraverso l’infrastruttura first-party.
Questo può avere effetti non soltanto sui report di Google Analytics 4, ma anche sui segnali utilizzati dai sistemi pubblicitari per attribuzione, conversion measurement e ottimizzazione algoritmica.
Non significa però che dopo l’attivazione tutti gli eventi precedentemente mancanti compariranno automaticamente in GA4. Il risultato dipende dalla configurazione tecnica, dal browser, dai sistemi di blocco utilizzati dagli utenti, dalla gestione del consenso e dalla qualità generale dell’implementazione.
Per questo motivo l’efficacia di Tag Gateway dovrebbe essere misurata prima e dopo l’attivazione, evitando percentuali di miglioramento generiche che potrebbero non essere rappresentative del singolo progetto.
Google Tag Gateway e server-side GTM non sono la stessa cosa
È probabilmente il punto più importante da chiarire. Google Tag Gateway e Google Tag Manager server-side intervengono entrambi sull’architettura di misurazione, ma risolvono problemi differenti.
| Caratteristica | Google Tag Gateway | GTM server-side |
|---|---|---|
| Obiettivo principale | First-party serving e routing dei segnali Google | Raccolta, elaborazione e distribuzione dei dati lato server |
| Trasformazione dei dati | Non è la funzione principale | Sì |
| Filtri e regole personalizzate | Limitati rispetto a un container server-side | Sì |
| Destinazioni | Ecosistema Google supportato | Google e piattaforme di terze parti |
| Infrastruttura | CDN, load balancer o web server compatibile | Container server-side e infrastruttura di hosting |
| Complessità | Generalmente contenuta | Medio-alta |
| Governance del dato | Limitata | Elevata |
Il punto quindi non è stabilire quale dei due sia migliore in assoluto.
Tag Gateway è interessante quando l’obiettivo principale è rendere più robusta la misurazione Google con un intervento relativamente semplice. Il server-side tagging diventa invece importante quando occorre governare realmente il flusso del dato.

Per approfondire l’architettura completa abbiamo dedicato una guida specifica al server-side tracking, al suo funzionamento e ai casi in cui diventa realmente utile.
Google Tag Gateway, cookie e Consent Mode: attenzione a non confondere i concetti
Uno degli errori più frequenti quando si parla di first-party tracking è pensare che una richiesta proveniente dal dominio del sito possa essere eseguita indipendentemente dalle scelte dell’utente.
Non è così.
Google Tag Gateway modifica l’architettura tecnica attraverso cui vengono caricati i tag e inoltrati i segnali. Non sostituisce una CMP, non determina la base giuridica del trattamento e non annulla le preferenze espresse dall’utente.
Google stessa richiama esplicitamente la necessità di verificare la configurazione del Consent Mode quando l’attivazione del gateway modifica il comportamento dei tag.
First-party ≠ consenso
Il fatto che una richiesta utilizzi il dominio del sito non significa che possa essere effettuata ignorando le preferenze dell’utente. Architettura di tracking e gestione del consenso sono due livelli distinti che devono essere progettati insieme.
Se il sito utilizza già Google Consent Mode, è quindi necessario verificare attentamente l’integrazione prima di attivare eventuali meccanismi automatici di inserimento dei tag.
Sul tema abbiamo pubblicato una guida dedicata al Google Consent Mode V2 e alla gestione dei segnali di consenso.
Quali sono i vantaggi reali di Google Tag Gateway?
Il vantaggio principale è il rapporto tra complessità dell’intervento e potenziale miglioramento della qualità della misurazione.
Misurazione first-party
Il caricamento del Google tag e parte delle richieste utilizzano l’infrastruttura first-party del sito.
Maggiore resilienza
L’architettura può recuperare parte dei segnali che una configurazione standard potrebbe perdere a causa di alcune restrizioni tecniche.
Implementazione più semplice
Per chi dispone già di un’infrastruttura compatibile, l’attivazione è generalmente molto meno impegnativa rispetto alla progettazione di un sistema server-side completo.
Continuità con GA4 e Google Ads
Il gateway si integra nell’ecosistema di misurazione Google senza richiedere la ricostruzione dell’intero piano di tracking.
Cosa Google Tag Gateway non risolve
È altrettanto importante capire i suoi limiti.
Google Tag Gateway non rende il tracking immune agli adblocker. Sistemi più evoluti possono riconoscere pattern, endpoint o comportamenti di rete anche quando le richieste passano attraverso un dominio first-party.
Non corregge inoltre una configurazione GA4 sbagliata, eventi duplicati, ecommerce implementato male, parametri UTM incoerenti o errori nel dataLayer.
Soprattutto, non trasforma automaticamente una raccolta dati mediocre in una buona strategia di misurazione.
Rendere first-party un dato sbagliato significa semplicemente raccogliere meglio un dato sbagliato.
Prima di intervenire sull’infrastruttura è quindi fondamentale verificare la qualità del tracking. Nella nostra guida su GA4 per ecommerce, eventi, conversioni e configurazione del tracking analizziamo alcuni degli errori che incontriamo più frequentemente negli audit.
Come si implementa Google Tag Gateway: da dove devono passare le richieste?
Per utilizzare Google Tag Gateway non basta attivare un’impostazione in Google Analytics o Google Ads: è necessario che tra il browser dell’utente e i servizi Google esista un’infrastruttura first-party in grado di ricevere e inoltrare le richieste.
In una configurazione tradizionale il flusso è, in forma semplificata:
Browser → domini Google → Google Analytics / Google Ads
Con Google Tag Gateway il percorso cambia:
Browser → dominio del sito → infrastruttura first-party → Google
L’infrastruttura intermedia può essere una CDN, un load balancer, un web server oppure, in determinate architetture, un container Google Tag Manager server-side.
Il principio resta sempre lo stesso: il browser non deve più necessariamente caricare il tag e inviare direttamente le richieste di misurazione a un dominio Google. Il primo endpoint utilizzato appartiene invece al dominio del sito.
Quale infrastruttura può essere utilizzata?
Google prevede oggi più percorsi di implementazione. La scelta dipende dall’infrastruttura già utilizzata dal sito.
| Infrastruttura | Modalità | Quando utilizzarla |
|---|---|---|
| Cloudflare | Integrazione guidata con Google Tag Gateway | Siti che utilizzano già Cloudflare come CDN o reverse proxy |
| Akamai | Integrazione CDN supportata da Google | Infrastrutture enterprise che utilizzano Akamai |
| Fastly | Configurazione tramite CDN | Siti che utilizzano Fastly davanti all’origine |
| Google Cloud Load Balancer | Configurazione attraverso l’infrastruttura Google Cloud | Applicazioni già ospitate dietro Google Cloud Load Balancing |
| Web server / CDN personalizzata | Configurazione self-service | Quando non è disponibile un’integrazione automatica ma l’infrastruttura può effettuare il proxy delle richieste |
| GTM server-side | Gateway attivato attraverso il container server | Quando è già presente un’architettura Google Tag Manager server-side |
1. Implementazione con Cloudflare
Cloudflare è probabilmente il caso più semplice perché Google mette a disposizione un’integrazione diretta.
Se il dominio utilizza già Cloudflare, è possibile accedere alle impostazioni del Google tag da Google Analytics, Google Ads o Google Tag Manager, selezionare Google Tag Gateway e collegare l’account Cloudflare.
Google e Cloudflare configurano quindi il percorso first-party utilizzato dal tag e dalle richieste di misurazione.
In una configurazione con integrazione automatica, il codice sorgente originario del sito può anche continuare a contenere riferimenti a googletagmanager.com: l’infrastruttura può riscrivere automaticamente le richieste durante la delivery della pagina.
Cloudflare dispone però anche di un sistema nativo e completo chiamato Cloudflare Zaraz, un vero e proprio gestore di tag (Tag Manager) integrato direttamente all’interno della rete edge di Cloudflare. A differenza dei tradizionali tag manager (come GTM) che caricano ed eseguono decine di script JavaScript pesanti direttamente nel browser dell’utente, Zaraz sposta questa esecuzione sui server edge di Cloudflare, con evidenti vantaggi visibili a pagespeed e core web vitals.
2. Implementazione con Akamai o Fastly
Cloudflare non è l’unica CDN utilizzabile.
Google documenta anche percorsi di implementazione attraverso altre CDN, tra cui Akamai e Fastly. Il concetto tecnico è identico: una regola configurata sulla CDN intercetta le richieste dirette verso uno specifico percorso del dominio e le inoltra all’infrastruttura Google.
Per esempio, il sito potrebbe utilizzare un measurement path come:
https://www.example.com/metrics/
La CDN riconosce le richieste dirette a quel percorso e le inoltra verso gli endpoint Google previsti dalla configurazione del gateway.
3. Implementazione tramite Google Cloud Load Balancer
Se il sito è già ospitato su Google Cloud e utilizza il Google Cloud Load Balancer, Google prevede un percorso specifico di configurazione.
In questo scenario è il load balancer a svolgere il ruolo di infrastruttura first-party tra il browser e i servizi Google, evitando la necessità di introdurre una CDN esclusivamente per Google Tag Gateway.
4. Implementazione self-service con CDN, load balancer o web server
Quando non è disponibile un’integrazione automatica, Google Tag Gateway può essere configurato anche in modalità self-service.
In questo caso occorre configurare manualmente l’infrastruttura affinché uno specifico percorso del dominio venga inoltrato verso gli endpoint Google indicati nella documentazione.
A differenza delle integrazioni automatiche, nella configurazione self-service è inoltre necessario modificare il tagging del sito affinché il Google tag venga caricato dal nuovo measurement path first-party.
Attenzione alla configurazione self-service
Se il codice del sito continua a caricare direttamente gli script da googletagmanager.com, il browser continuerà a comunicare direttamente con Google e il gateway verrà di fatto bypassato. Nelle configurazioni manuali il percorso utilizzato dal tag deve quindi essere modificato esplicitamente.
5. Se utilizzi già Google Tag Manager server-side
Se è già presente un container Google Tag Manager server-side, non ha generalmente senso costruire una seconda infrastruttura separata solo per il gateway.
Google prevede infatti un percorso specifico che permette di abilitare Google Tag Gateway attraverso l’architettura server-side esistente.
In questo caso il flusso può diventare:
Browser → dominio first-party → GTM server-side → Google Analytics / Google Ads
Questa configurazione permette di combinare il vantaggio del first-party delivery con le funzionalità più avanzate del server-side tagging, come trasformazione, filtraggio e routing dei dati.
Quando conviene implementare Google Tag Gateway?
Non esiste una risposta identica per tutti i siti.
Per un sito che utilizza GA4 e Google Ads, dispone già di un’infrastruttura compatibile e ha un sistema di consenso correttamente configurato, Google Tag Gateway rappresenta oggi un intervento da prendere seriamente in considerazione.
Il rapporto tra complessità e beneficio potenziale è particolarmente interessante per ecommerce, lead generation e siti con investimenti significativi in Google Ads, dove anche piccoli miglioramenti nella qualità del segnale possono avere conseguenze sulle analisi e sui sistemi di ottimizzazione automatica.
Quando invece il progetto richiede integrazione con CRM, Meta Conversion API, piattaforme advertising differenti, data warehouse, deduplicazione avanzata o trasformazione dei dati, il gateway da solo non è sufficiente e ha più senso progettare un’architettura server-side completa.
Google Tag Gateway o una soluzione server-side?
Google Tag Gateway non va confuso con una piattaforma di server-side tagging. Le due soluzioni intervengono entrambe sull’infrastruttura di misurazione, ma hanno obiettivi e livelli di controllo differenti.
Google Tag Gateway è pensato soprattutto per rendere first-party il caricamento del Google tag e l’instradamento dei segnali verso i prodotti Google, come Google Analytics 4 e Google Ads. Il suo obiettivo principale è migliorare la resilienza della misurazione senza richiedere necessariamente la gestione di un’infrastruttura server-side completa.
Una soluzione server-side, invece, introduce un vero livello applicativo tra il browser e le piattaforme di destinazione. Gli eventi vengono inviati a un endpoint first-party e successivamente elaborati da un container o da un’infrastruttura server che può filtrare, trasformare, arricchire e instradare i dati.
Questa infrastruttura può essere realizzata direttamente su servizi cloud (che HT&T implementa regolamrmente) oppure tramite piattaforme specializzate che semplificano hosting e gestione del server-side tagging, come ad esempio Stape.
| Aspetto | Google Tag Gateway | Soluzione server-side |
|---|---|---|
| Obiettivo principale | First-party serving e routing dei segnali Google | Gestione completa del flusso dati lato server |
| Destinazioni | Principalmente ecosistema Google | Google, Meta, TikTok e altre piattaforme |
| Trasformazione dei dati | Limitata | Sì |
| Filtri e regole personalizzate | Limitati rispetto a un container server-side | Sì |
| Arricchimento degli eventi | Non è la funzione principale | Sì, se previsto dall’architettura |
| Infrastruttura dedicata | Non necessariamente | Sì |
| Costo | Nessun costo specifico per la funzione Google, salvo quello dell’infrastruttura utilizzata | Hosting, traffico ed eventuale piattaforma gestita |
| Complessità | Generalmente più bassa | Maggiore, ma con maggiore controllo |
La differenza si può riassumere così: Google Tag Gateway cambia soprattutto il percorso attraverso cui viaggiano i segnali Google; il server-side tagging permette invece di intervenire sul dato prima che venga inviato alle piattaforme.
Per un sito che utilizza principalmente GA4 e Google Ads e vuole migliorare la propria infrastruttura first-party con un intervento relativamente contenuto, Google Tag Gateway può essere sufficiente.
Quando invece è necessario integrare più piattaforme advertising, applicare logiche di trasformazione, gestire deduplicazione, arricchire gli eventi o avere maggiore controllo sulla governance del dato, una soluzione server-side diventa generalmente più adatta.
Tracking e qualità del dato
Google Tag Gateway si inserisce in un cambiamento più ampio della misurazione digitale.
Il modello nel quale ogni interazione poteva essere osservata dal browser e attribuita con precisione a un singolo utente è sempre meno realistico. Il futuro della misurazione combina first-party data, Consent Mode, tracking server-side, conversion modeling, test di incrementalità e modelli statistici.
Per questo motivo recuperare più eventi non dovrebbe diventare un obiettivo fine a sé stesso.
I dati che stiamo raccogliendo ci permettono di prendere decisioni migliori?
È lo stesso problema che affrontiamo parlando di attribuzione marketing. Anche con un’infrastruttura di tracking tecnicamente perfetta, nessuna piattaforma possiede una rappresentazione completa del percorso dell’utente.
Nell’approfondimento dedicato a attribuzione, Multi-Touch Attribution, Lift Test e Marketing Mix Modeling spieghiamo perché oggi sia più corretto combinare diversi sistemi di misurazione invece di cercare un unico numero perfetto.
Case history HT&T
Google Tag Gateway su htt.it: +18% di uplift nella raccolta dei dati
Per valutare Google Tag Gateway non ci siamo limitati alla documentazione ufficiale: lo abbiamo implementato direttamente su htt.it, il sito di HT&T Consulting, basato su WordPress e già dotato di una configurazione GA4 attiva.
HT&T Consulting è Google Marketing Platform Certified e lavora su progetti di misurazione digitale, Google Analytics 4, Google Tag Manager e advertising Google. L’implementazione di Google Tag Gateway su htt.it è stata quindi utilizzata anche come test diretto su un’infrastruttura proprietaria, con l’obiettivo di valutarne l’impatto reale sulla raccolta dei segnali.
Il sito registra mediamente circa 1.000 utenti e 2.000 sessioni al mese. Dopo l’attivazione di Google Tag Gateway abbiamo confrontato la quantità di segnali raccolti rispetto alla configurazione precedente, rilevando un uplift del 18%.
uplift dei dati raccolti
Differenza osservata dopo l’attivazione di Google Tag Gateway.
utenti al mese
Volume medio di utenti del sito utilizzato per il confronto.
sessioni al mese
Volume medio mensile di sessioni registrate su htt.it.
piattaforma utilizzata
Implementazione effettuata sul sito corporate HT&T.
Cosa significa concretamente il +18%
Il risultato non indica che Google Tag Gateway abbia generato nuovo traffico. Gli utenti erano già presenti sul sito: è aumentata la capacità dell’infrastruttura di misurazione di osservare i segnali prodotti durante la navigazione.
Questo è un aspetto importante. Quando un sistema di analytics perde parte delle richieste, i dati mancanti non sono necessariamente visibili come un errore: semplicemente non arrivano alla piattaforma. Rendere first-party il percorso utilizzato dal Google tag può consentire di recuperare una parte di questi segnali.
Il punto chiave
Nel nostro test non abbiamo modificato il piano di misurazione né aggiunto nuovi eventi per ottenere il risultato. È stata modificata l’infrastruttura attraverso cui le richieste di tracking raggiungono Google. L’uplift osservato è quindi legato al miglioramento della raccolta, non a un aumento artificiale degli eventi configurati.
Perché il risultato è interessante anche su un sito con volumi contenuti
htt.it non è un portale editoriale con milioni di visite né un grande ecommerce: con circa 2.000 sessioni mensili rappresenta un caso vicino a quello di molti siti corporate e B2B.
Proprio per questo il risultato è significativo. Un uplift del 18% mostra che la perdita di segnali può essere rilevante anche su siti di dimensioni medio-piccole e non riguarda soltanto grandi ecommerce o advertiser con enormi volumi di traffico.
In progetti con investimenti pubblicitari importanti, lo stesso principio può assumere ancora maggiore rilevanza: una migliore raccolta delle conversioni può fornire più segnali ai sistemi di attribuzione e agli algoritmi di ottimizzazione di Google Ads.
Un dato da interpretare, non una promessa di risultato
Il +18% rilevato su htt.it è il risultato della nostra specifica implementazione e non deve essere considerato una percentuale replicabile automaticamente su qualsiasi sito.
L’uplift può cambiare in funzione della composizione del traffico, dei browser utilizzati, della presenza di sistemi di blocco, della gestione del consenso, della configurazione precedente del tracking e dell’infrastruttura tecnica adottata.
Per questo consigliamo di trattare Google Tag Gateway come qualsiasi altro intervento sull’analytics: definire una baseline, verificare tecnicamente il routing delle richieste e confrontare i dati raccolti prima e dopo l’attivazione.
Google Tag Gateway conviene?
Per molte aziende la risposta è sì, ma deve essere inserito nella giusta architettura di misurazione.
Google Tag Gateway riduce la distanza tra il tradizionale tracking client-side e infrastrutture first-party più evolute. Permette di migliorare la resilienza della misurazione Google senza affrontare necessariamente la complessità di un progetto server-side completo.
Non sostituisce però Consent Mode, una CMP, Google Tag Manager server-side o una corretta progettazione di GA4.
Il suo valore emerge quando viene considerato per quello che realmente è: un ulteriore componente di una moderna architettura di misurazione first-party.
E in un ecosistema digitale nel quale una parte crescente delle decisioni di advertising viene presa da algoritmi, la qualità dei segnali con cui alimentiamo questi sistemi non è più soltanto una questione tecnica: è una variabile di business.
Domande frequenti su Google Tag Gateway
Cos’è Google Tag Gateway?
Google Tag Gateway è una soluzione Google che consente di caricare il Google tag e instradare parte delle richieste di misurazione attraverso il dominio first-party del sito, utilizzando infrastrutture come CDN, load balancer o web server.
Google Tag Gateway sostituisce Google Tag Manager server-side?
No. Google Tag Gateway migliora il first-party serving e il routing dei segnali Google, mentre GTM server-side permette di ricevere, elaborare, trasformare e distribuire i dati verso Google e altre piattaforme. Le due tecnologie possono essere complementari.
Google Tag Gateway permette di superare gli adblocker?
Può rendere la misurazione più resiliente ad alcune forme di blocco perché le richieste utilizzano il dominio first-party del sito, ma non rende il tracking immune agli adblocker. I sistemi più sofisticati possono identificare anche richieste first-party attraverso pattern e altre tecniche.
Google Tag Gateway sostituisce Consent Mode?
No. Il gateway riguarda l’architettura tecnica della misurazione, mentre Consent Mode comunica ai tag Google lo stato del consenso dell’utente. First-party e consenso sono concetti distinti.
Serve Cloudflare per utilizzare Google Tag Gateway?
Non necessariamente. Cloudflare offre una delle integrazioni più semplici, ma Google documenta implementazioni attraverso CDN, load balancer e web server compatibili e mette a disposizione anche procedure self-service.
Come verificare se Google Tag Gateway funziona?
Google consiglia di utilizzare Tag Assistant e verificare che gli hit vengano indirizzati verso il measurement path configurato. È inoltre utile controllare le richieste nella scheda Network degli strumenti di sviluppo del browser e monitorare GA4 e Google Ads dopo l’attivazione.
Google Tag Gateway migliora i dati di GA4?
Google presenta il gateway come una soluzione per migliorare il recupero dei segnali e l’accuratezza della misurazione. Il miglioramento effettivo dipende però dal sito, dall’infrastruttura, dai browser utilizzati, dai sistemi di blocco, dal consenso e dalla qualità dell’implementazione esistente.
Fonti e approfondimenti
Per la parte tecnica di questo articolo abbiamo utilizzato la documentazione ufficiale Google e gli approfondimenti HT&T dedicati alla moderna architettura di misurazione.
Google tag gateway for advertisers
Google for Developers
Documentazione tecnica ufficiale sull’architettura, i prerequisiti e le modalità di configurazione di Google Tag Gateway.
Google Tag Gateway con Cloudflare
Google Tag Manager Help
Guida ufficiale alla configurazione del gateway attraverso Cloudflare e alla verifica tramite Tag Assistant.
Server-Side Tracking
HT&T Consulting
Approfondimento sulle differenze tra tracking client-side e server-side e sulla progettazione di un’architettura di misurazione evoluta.
Consent Mode V2
HT&T Consulting
Guida alla gestione del consenso e ai segnali utilizzati dall’ecosistema Google per analytics e advertising.
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