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14 minuti di lettura 7 Marzo 2026

Treatonomics ed i nuovi KPI

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Massimiliano Baldocchi

Business Manager

ecommerce
kpi
Social
Treatonomics
web marketing

Marketing Trends & Consumer Behavior

Treatonomics: un mondo di piccoli premi e gratificazioni personali

In un contesto economico e politico incerto, i consumatori non smettono di spendere ma cambiano il modo in cui lo fanno. Il fenomeno chiamato Treatonomics descrive proprio questo comportamento. Questo significa ripensare non solo l’offerta, ma anche i KPI con cui si misura la performance del marketing.

Cos’è la Treatonomics?

Negli ultimi anni economisti e analisti di mercato hanno osservato un fenomeno interessante: anche nei periodi di inflazione o incertezza economica i consumatori continuano a concedersi piccoli piaceri.
Questa dinamica è stata definita Treatonomics, cioè l’economia dei piccoli premi personali.

In pratica le persone riducono alcune spese importanti, ma mantengono o addirittura aumentano il consumo di prodotti percepiti come gratificanti: un profumo, una cena fuori, un gadget tecnologico, un capo di moda o un’esperienza di svago.

Dal punto di vista psicologico il meccanismo è semplice: quando il contesto economico o politico genera stress o incertezza, i consumatori compensano con piccoli acquisti che migliorano il benessere immediato.

Questo comportamento non è completamente nuovo. Dinamiche simili erano già state osservate dopo la crisi del 2008 (la crisi dei mutui subprime) con il cosiddetto lipstick effect. La differenza è che oggi il fenomeno è amplificato da tre fattori:

  • inflazione diffusa nei mercati occidentali
  • forte pressione psicologica post pandemia
  • esposizione continua a stimoli digitali e social

La conseguenza è che molte categorie di prodotto considerate “piccoli lussi accessibili” continuano a crescere anche quando altri segmenti rallentano.

Una consumatrice moderna analizza l'incertezza economica (grafici di borsa in discesa) sul telefono, contrapposta a momenti di gratificazione personale con caffè e pasticcini in un bar

Come cambia il comportamento dei consumatori?

La Treatonomics modifica il modo in cui le persone prendono decisioni di acquisto.
Non si tratta semplicemente di comprare meno o di comprare di più, ma di cambiare la distribuzione della spesa tra categorie diverse.

Molti consumatori adottano un approccio selettivo:

  • tagliano spese ad alto costo e bassa soddisfazione
  • mantengono acquisti a basso costo ma ad alto valore emotivo
  • cercano prodotti che offrano un senso di gratificazione immediata

Il valore percepito non è più legato dunque soltanto al prezzo o alla qualità, ma alla capacità del prodotto di generare una micro-esperienza positiva.

Uno smalto per le unghie, un paio di scarpe o una bottiglia di vino possono diventare simboli di gratificazione personale in momenti di incertezza economica o stabilità di pace nel mondo.

Impatto sul marketing e sull’ecommerce

La Treatonomics introduce una sfida strategica importante: non basta più misurare le performance con metriche tradizionali di vendita.

Se il consumatore acquista piccoli piaceri in modo più impulsivo o emotivo, diventa fondamentale comprendere il contesto decisionale e il ruolo dei diversi touchpoint digitali.

In particolare emergono tre cambiamenti chiave:

  • cicli di acquisto più brevi per prodotti a basso prezzo
  • maggiore peso dell’emozione nella decisione
  • più interazioni digitali prima della conversione

Questo scenario richiede un’evoluzione anche nel modo in cui le aziende misurano il marketing.

“Quando l’incertezza economica e politica cresce, i consumatori iniziano a cercare piccoli momenti di gratificazione.”

Massimiliano Baldocchi – HT&T

I nuovi KPI nell’era della Treatonomics

Quando il comportamento di acquisto cambia, cambiano anche i KPI rilevanti.
Molte aziende continuano a misurare le performance con metriche come CPA, ROAS o conversion rate, ma queste da sole non sono più sufficienti.

Per comprendere davvero l’impatto della Treatonomics servono nuovi indicatori capaci di misurare relazione, valore e frequenza.

1. Customer Lifetime Value (CLV)

Se i consumatori acquistano più spesso prodotti a basso prezzo ma ad alto valore emotivo, diventa fondamentale misurare il valore complessivo che un cliente genera nel tempo.

Il Customer Lifetime Value consente di superare la logica della singola transazione e di valutare la relazione nel lungo periodo. In uno scenario dominato dalla Treatonomics, il vero valore non è nel singolo acquisto, ma nella frequenza con cui il cliente torna a concedersi piccoli momenti di gratificazione legati al brand.

Monitorare il CLV aiuta quindi a comprendere quanto un cliente contribuisce alla crescita dell’azienda lungo tutto il ciclo di vita della relazione, permettendo di ottimizzare investimenti in marketing, retention e customer experience.

2. Frequency of Purchase

Uno dei segnali più evidenti della Treatonomics è l’aumento della frequenza di acquisto di prodotti a basso costo ma ad alto valore emotivo.

Quando i consumatori cercano piccoli momenti di gratificazione, tendono a comprare più spesso articoli accessibili come cosmetici, food premium, accessori o prodotti lifestyle. In questo scenario la Frequency of Purchase diventa un indicatore chiave per comprendere quanto un brand riesca a inserirsi nelle abitudini quotidiane dei clienti.

Monitorare questo KPI permette di capire se il marchio sta diventando una scelta ricorrente e non occasionale, trasformando il prodotto in un piccolo rituale di consumo. Per il marketing significa identificare opportunità di fidelizzazione, cross-selling e strategie di retention più efficaci.

3. Engagement Rate

Nel contesto digitale l’Engagement Rate è uno degli indicatori più utili per comprendere il livello di coinvolgimento emotivo del pubblico verso un brand.

Like, commenti, condivisioni, visualizzazioni e tempo di permanenza sui contenuti rappresentano segnali importanti che spesso precedono la decisione di acquisto. In un contesto dominato dalla Treatonomics, il rapporto emotivo con il brand diventa infatti una leva decisiva nella scelta di concedersi un piccolo acquisto gratificante.

Monitorare l’engagement consente quindi di capire se i contenuti riescono a stimolare interesse, desiderio e identificazione con il marchio, anticipando comportamenti di consumo che potrebbero tradursi in conversioni nel medio periodo.

4. Assisted Conversions

Molti acquisti legati alla Treatonomics non avvengono in modo immediato.
Prima di concedersi un piccolo acquisto gratificante, i consumatori interagiscono spesso con diversi contenuti digitali: vedono un post sui social, leggono una recensione, visitano il sito o salvano un prodotto per un acquisto successivo.

Le Assisted Conversions permettono di misurare proprio questo percorso. Analizzando i touchpoint che contribuiscono alla conversione finale è possibile capire quali canal (social media, contenuti editoriali, campagne advertising o email marketing) hanno avuto un ruolo reale nella decisione di acquisto.

5. Emotional Value Score

Sempre più brand stanno cercando di misurare non solo il valore economico del cliente, ma anche il valore emozionale della relazione con il marchio.

L’Emotional Value Score può essere costruito combinando diversi segnali qualitativi e quantitativi, come il livello di engagement sui contenuti, il sentiment delle recensioni online, il Net Promoter Score (quanto è probabile che un cliente consigli l’azienda ad altre persone) e altri indicatori di soddisfazione del cliente.

Questo KPI aiuta le aziende a comprendere quanto il brand riesca a creare fiducia, desiderabilità e attaccamento nel tempo, elementi che spesso anticipano la fedeltà e la ripetizione degli acquisti.

Strategie di marketing per la Treatonomics

Capire la Treatonomics non significa semplicemente adattare il prezzo, ma ripensare il posizionamento del brand.

Per far funzionare meglio i prodotti in questo contesto si possono adottare alcune strategie:

  • creare prodotti accessibili ma aspirazionali
  • costruire storytelling emotivo
  • valorizzare l’esperienza di acquisto
  • utilizzare contenuti social per rafforzare il desiderio

Il punto centrale è trasformare l’acquisto in un momento di gratificazione personale.

Dalla performance alla relazione

La Treatonomics rappresenta uno dei cambiamenti più interessanti nel comportamento dei consumatori degli ultimi anni. Non si tratta semplicemente di una moda passeggera, ma di una trasformazione più profonda nel modo in cui le persone gestiscono il proprio rapporto con il consumo.

Per i brand questo significa spostare l’attenzione da una logica puramente transazionale a una logica relazionale.

I nuovi KPI non devono misurare solo la vendita immediata, ma il valore della relazione nel tempo.

In un mercato sempre più competitivo, capire cosa motiva davvero le scelte dei consumatori diventa il vero vantaggio competitivo.

Domande frequenti su Treatonomics e nuovi KPI

Cos’è la Treatonomics?

La Treatonomics è un fenomeno economico che descrive la tendenza dei consumatori a concedersi piccoli piaceri anche in periodi di incertezza economica. Invece di eliminare completamente la spesa discrezionale, le persone tendono a ridurre gli acquisti più costosi ma mantengono prodotti o esperienze che offrono gratificazione immediata.

Perché la Treatonomics è importante per il marketing?

La Treatonomics modifica il comportamento di acquisto dei consumatori. I brand devono quindi adattare il proprio posizionamento e le strategie di marketing per valorizzare prodotti accessibili ma desiderabili, capaci di offrire un piccolo momento di gratificazione.

In quali settori si osserva di più la Treatonomics?

Il fenomeno è particolarmente visibile nei settori moda, beauty, food premium, tecnologia accessibile e intrattenimento. In queste categorie i prodotti rappresentano piccoli lussi accessibili che i consumatori continuano a comprare anche in periodi di maggiore prudenza economica.

Come cambia il comportamento dei consumatori con la Treatonomics?

I consumatori tendono a ridurre spese più impegnative e a privilegiare acquisti più piccoli ma gratificanti. Questo porta spesso a una maggiore frequenza di acquisto e a decisioni guidate più dall’emozione che dal solo prezzo.

Quali KPI diventano più importanti nella Treatonomics?

Oltre ai KPI tradizionali come CPA o ROAS, diventano sempre più rilevanti indicatori come Customer Lifetime Value, Frequency of Purchase, Engagement Rate e Assisted Conversions, che permettono di comprendere meglio il comportamento e la relazione con il cliente.

Cos’è il Customer Lifetime Value (CLV)?

Il Customer Lifetime Value è un indicatore che misura il valore economico complessivo che un cliente genera durante tutta la relazione con un brand. Permette di capire quanto vale davvero un cliente nel tempo e di ottimizzare strategie di acquisizione e fidelizzazione.

Cosa misura la Frequency of Purchase?

La Frequency of Purchase misura quante volte un cliente acquista in un determinato periodo di tempo. È un indicatore utile per capire se un brand riesce a diventare parte delle abitudini di consumo quotidiane dei clienti.

Cosa sono le Assisted Conversions?

Le Assisted Conversions indicano i touchpoint che contribuiscono alla decisione di acquisto prima della conversione finale. Questo KPI aiuta a comprendere il ruolo dei diversi canali digitali nel percorso di acquisto del cliente.

Cos’è il Lipstick Effect e che relazione ha con la Treatonomics?

Il Lipstick Effect è un fenomeno economico secondo cui, nei periodi di crisi o incertezza, i consumatori tendono a ridurre le spese più importanti ma continuano ad acquistare piccoli beni di lusso accessibili, come cosmetici o accessori. La Treatonomics si basa su una logica simile: anche quando il contesto economico è incerto, le persone cercano prodotti o esperienze che offrano gratificazione immediata, mantenendo così alcune forme di consumo emotivo.

Cosa è il Net Promoter Score (NPS)?

Il Net Promoter Score è un indicatore che misura la probabilità che un cliente consigli un prodotto o un brand ad altre persone. Si basa su una domanda semplice con scala da 0 a 10 e permette di classificare i clienti in promotori, passivi o detrattori.

Perché il valore emozionale è importante nel marketing?

Nel contesto della Treatonomics molti acquisti sono guidati da fattori emotivi. Comprendere e misurare il valore emozionale della relazione con il cliente aiuta i brand a costruire fedeltà, desiderabilità e relazioni durature nel tempo.

Bibliografia e fonti

Harvard Business Review

Understanding the “Lipstick Effect” in Consumer Behavior

Analisi del comportamento dei consumatori durante le crisi economiche e del fenomeno
dei piccoli acquisti gratificanti che anticipa il concetto di Treatonomics.

Vai alla fonte

McKinsey & Company

The New Consumer Behavior in Uncertain Times

Studio sui cambiamenti nel comportamento di acquisto dei consumatori in contesti
economici instabili e sulle nuove dinamiche di spesa.

Vai alla fonte

Deloitte Insights

Global Consumer Trends

Rapporto annuale che analizza i principali trend di consumo e le trasformazioni
nelle decisioni di acquisto a livello globale.

Vai alla fonte

Bain & Company

The Value of Customer Loyalty

Ricerca sull’importanza della fidelizzazione del cliente e sull’impatto del
Customer Lifetime Value nelle strategie di marketing.

Vai alla fonte

HubSpot Research

Customer Engagement and Digital Marketing Metrics

Approfondimento sui principali KPI di marketing digitale e sul ruolo
dell’engagement nella relazione tra brand e consumatore.

Vai alla fonte

Forrester

Measuring Customer Experience and Loyalty

Analisi delle metriche utilizzate per misurare l’esperienza del cliente,
tra cui Net Promoter Score e indicatori di relazione con il brand.

Vai alla fonte

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