Gli AI Agent come non-user personas e l’evoluzione delle interfacce digitali

User personas e non-user personas nella progettazione digitale
Negli ultimi anni la User Experience e la progettazione di interfacce digitali hanno subito evoluzioni costanti. I designer di prodotti digitali, website, ecommerce o app portando avanti il mantra di progettare ascoltando e mettendo al centro le persone e i loro bisogni, hanno appreso nel tempo l’importanza di ampliare ed evolvere costantemente il concetto di user personas.
Nella complessità di attori che interagiscono con i sistemi digitali, oltre agli utenti, abbiamo quelle che si definiscono non-user personas.
Queste personas sono utili per la progettazione di prodotti digitali in scenari in cui le interazioni non avvengono esclusivamente tra esseri umani.
Un esempio di non-user personas sono sicuramente gli Agenti AI come Operator.
Operator è un nuovo strumento sviluppato da OpenAI che naviga autonomamente sul web, esegue azioni complesse e automatizza alcune attività online come ad esempio la prenotazione dei voli, la ricerca e l’acquisto online di ingredienti per realizzare una determinata ricetta, la compilazione di moduli e form.
Operator è progettato per interagire direttamente con i pulsanti, i menu e i campi di testo dei siti, il che significa che la struttura e la chiarezza del design acquisiranno un ruolo di primaria importanza nel prossimo futuro Fonte .
I siti web dovranno essere accessibili sia agli esseri umani che agli agenti IA.
Si apre una nuova frontiera nella quale come designer, sviluppatori e progettisti di interfacce siamo chiamati a considerare che i siti web dovranno essere accessibili sia agli esseri umani che agli agenti IA, che come alcuni suppongono, diventeranno a breve la principale base di utenti.
“This is the first new user-interface paradigm in 60 years.”
Con l’avvento e l’integrazione sempre più massiccia di strumenti di AI, in sostanza, gli utenti comunicano al computer ciò che desiderano ottenere, senza dover specificare come farlo. Si inverte quindi il controllo, con l’IA che interpreta e realizza l’intento dell’utente.
In questo nuovo scenario il design del sito web, dell’applicazione o del servizio digitale dovrà essere necessariamente chiaro e intuitivo perchè impatterà anche sull’interazione dell’agente IA con la UI.
Serviranno dei non-user test per agenti IA oltre che per gli utenti che validano le scelte progettuali dei designer?
L’IA si evolverà talmente tanto da non presentare un limite alla creatività delle esperienze digitali più complesse, oppure dovremo semplificare i nostri design affinché siano accessibili e usabili per gli agenti IA?
Non possiamo saperlo, ma è probabile che uno scenario interessante si aprirà sull’accessibilità digitale, questi agenti ad esempio potrebbero evolvere il concetto di screen-reader dando nuove possibilità a chi utilizza tecnologie assistive per interagire in maniera più fluida con siti web e app.
Al momento non ci sono risorse o studi che possono guidarci nella progettazione di siti web o app ottimizzate per gli agenti IA ma, se ci pensiamo bene, viene naturale fare una correlazione con i principi di accessibilità e usabilità promossi dal
Norman Nielsen Group che possono facilitare l’esperienza “user” e “non-user”.
Infatti, interrogando ChatGPT su quali potrebbero essere le considerazioni principali da fare nella progettazione di interfacce per agenti IA notiamo che ci suggerisce best practice e linee guida che conosciamo e applichiamo per l’
accessibilità digitale , come ad esempio:
- Utilizzare etichette descrittive e attributi ARIA per fornire contesto agli agenti IA, facilitando la comprensione della funzione di ciascun elemento dell’interfaccia.
- Assicurarsi che la struttura del Document Object Model (DOM) sia logica e coerente, permettendo agli agenti di interpretare correttamente la gerarchia e le relazioni tra gli elementi.
- Mantenere una disposizione coerente degli elementi interattivi, come pulsanti e moduli, per facilitare l’apprendimento e l’interazione da parte degli agenti.
- Adottare componenti UI standardizzati che gli agenti IA sono addestrati a riconoscere e con cui possono interagire efficacemente.
- Implementare messaggi di stato chiari che informino l’agente sul successo o il fallimento di un’azione, permettendo una gestione degli errori più efficiente.
- Richiedere conferme per azioni critiche, garantendo che l’agente possa verificare l’intenzione prima di procedere.
- Ottimizzare le prestazioni assicurandosi che l’interfaccia sia reattiva e che gli elementi siano accessibili immediatamente dopo il caricamento per prevenire errori di interazione.
- Implementare misure per garantire che gli agenti IA possano interagire solo con dati per cui sono autorizzati, prevenendo accessi non autorizzati.
- Gestire correttamente i processi di login e autenticazione per consentire agli agenti di accedere alle funzionalità necessarie senza compromettere la sicurezza.
Il principio chiave: progettare interfacce interpretabili
Un’interfaccia efficace per gli agenti AI non è necessariamente più complessa. Al contrario, deve essere più chiara, coerente e leggibile nella sua struttura.
Titoli gerarchici, label esplicite, pulsanti comprensibili, form ben organizzati e messaggi di stato chiari aiutano sia le persone sia i sistemi automatici a capire cosa fare, dove intervenire e quale risultato aspettarsi.
Gli agenti AI diventeranno sempre più partecipanti attivi negli ecosistemi che progettiamo.
In questo scenario in continua evoluzione, con il quale a volte si fatica a tenere il passo, dobbiamo essere pronti a considerare che gli agenti AI diventeranno sempre più partecipanti attivi negli ecosistemi che progettiamo. Questi agenti interagiranno con e-commerce, siti web e app per nostro conto, prenderanno decisioni ed eseguiranno compiti, ridefinendo radicalmente il modo in cui forniamo prodotti e servizi.
Dovremo accettare questa sfida, e affrontare la complessità di progettare per due tipologie di pubblico?
Non lo sappiamo, possiamo supporre che se gli agenti interagiranno in modo ottimale con i nostri prodotti digitali, significa che le persone che li utilizzeranno avranno un’esperienza d’uso potenzialmente migliore.
Per le aziende, questo significa ripensare la qualità dell’esperienza digitale in modo più ampio, integrando UI e UX Design , accessibilità, performance e architettura dei contenuti in un’unica visione progettuale.
Per concludere, siamo certi che progettare soluzioni e sistemi usabili e accessibili continuerà ad essere un punto fermo prima di tutto per le persone e di conseguenza anche per gli agenti AI che (si spera) le aiuteranno.
Domande frequenti su UX Design e AI Agents
Cosa sono gli AI Agents nel contesto della User Experience?
Gli AI Agents sono sistemi intelligenti capaci di interagire autonomamente con interfacce digitali, interpretare contenuti, compilare form, navigare menu, eseguire azioni e prendere decisioni per conto dell’utente. Nel contesto della User Experience rappresentano una nuova categoria di attori digitali da considerare durante la progettazione.
Cosa si intende per non-user personas?
Le non-user personas rappresentano entità non umane che interagiscono con prodotti digitali, come agenti AI, assistenti virtuali, bot o sistemi automatizzati. Aiutano designer e sviluppatori a progettare interfacce comprensibili non solo per le persone, ma anche per sistemi intelligenti.
Perché accessibilità digitale e AI Agents sono sempre più collegati?
Gli agenti AI interpretano pagine, pulsanti, form e contenuti attraverso struttura semantica, gerarchia del DOM, etichette e attributi ARIA. Molte delle buone pratiche già utilizzate per l’accessibilità digitale migliorano anche la capacità degli agenti di comprendere e utilizzare correttamente un’interfaccia.
Un e-commerce dovrà essere progettato anche per gli agenti AI?
Sempre più probabilmente sì. Gli agenti AI potranno cercare prodotti, confrontare alternative, compilare carrelli, eseguire acquisti e gestire processi per conto degli utenti. Questo rende fondamentale progettare e-commerce chiari, coerenti, accessibili e semanticamente interpretabili.
Progettare per gli agenti AI migliora anche l’esperienza umana?
Nella maggior parte dei casi sì. Un’interfaccia più strutturata, coerente, accessibile e semanticamente chiara facilita la comprensione sia da parte dei sistemi intelligenti sia da parte delle persone, migliorando usabilità, performance e fiducia nel prodotto digitale.
Fonti e approfondimenti
Principle 3: Design for Users and AI Agents
AI Paradigm
Non-human and non-user personas for life-centred design
Non-human personas in digital design
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