Google e privacy: domande lecite
In un intervista al Corriere della Sera il magistrato che ha condannato google dice: « il primo emendamento della Costituzione americana pone la libertà di espressione sopra qualsiasi altra iniziativa legislativa, ma la Costituzione americana è una norma locale. In Italia e in Europa la libertà di espressione trova un suo confine nel rispetto dei diritti delle persone, tra i quali spicca quello alla privacy. Bisogna che Google se ne faccia una ragione».
Il punto è qua: le leggi italiane ed europee in generale sono diverse da quelle a cui un dirigente americano è stato abituato a pensare e per le quali intraprende delle azioni. E per noi non tutto è lecito: non è possibile controllare tutto ma è possibile rimuovere dei contenuti quando segnalato...cosa che non è stata fatta. Il problema non è solo di google ma di tutti i fornitori di contenuti e servizi. Il rispetto degli altri è a fondamento dei rapporti civili della comunità in cui viviamo, ed internet fa parte dei canali di comunicazione della società civile. Non possiamo tenerlo come qualcosa di staccato dalla realtà...perchè internet in generale è molto più reale di quello che pensiamo.







