News on line a pagamento?
Rupert Murdoch ha dichiarato che l'era delle notizie gratuite su Internet è finita. Non l'ha detto a caso, ma e' frutto di un'analisi da lui commissionata e dall'esperienza del Wall Street Journal, che a fronte di un aumento di prezzo del suo abbonamento su Kindle (lo strumento acquistabile su amazon per la lettura dei libri), ha visto aumentare gli acquisti.
Siamo andati avanti negli ultimi anni con dichiarazioni come quelle di Beppe Grillo nei suoi spettacoli, dove diceva che su internte "trovi tutto, c'e' tutto" e che "le notizie sono online in modo gratuito". Ma dopo questa grande crisi del 2009 piu' di un interrogativo dei grandi e dei piccoli gruppi si e' fatto avanti: ma chi produce i contenuti come guadagna? Con due grandi gruppi (google e yahoo-microsoft) che si spartiscono la grande fetta della pubblicita' online, si devono trovare i soldi per pagare i giornalisti che producono notizie.Certo, tutti possono produrre. Ma contenuti di qualita', con approfondimenti, foto, video e quanto altro hanno bisogno di professionisti, di una redazione, di un supporto logistico. Il blog continuera' a vivere, il piccolo giornale di paese o parrocchia lo stesso. Ma chi vive con questo lavoro ha bisogno di revenue per stare in piedi.
Ed ecco che la proposta di Murdoch trova nell'ambiente grandissimo appoggio, perche' se partono i piu' grandi, la stessa cosa la potranno fare anche i piu' piccoli: se un utente paga per avere contenuti nazionali potra' pagare anche per avere notizie locali e piu' legate al territorio dove vive.
Murdoch ha dato il via a un cambiamento che vedremo nel 2010 dunque: notizie di qualita' a pagamento notizie pubblicate da un qualsiasi cittadino cronista gratuite...fino a quando qualche parlamentare non proporra' (come gia' fatto) di proibire che chi non ha i titoli non scriva niente (ma sarebbe troppo).
