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Rapporto Rita 2005

Le imprese hi-tech viste dal Dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico di Milano. Il rapporto RITA fornisce informazioni su circa 2000 aziende hi-tech Italiane nate dal 1980 oggi, indipendenti all’atto della fondazione e rimaste tali all’1/1/2004.

Il rapporto RITA, un’ indagine unica nel suo genere in Italia per ricchezza dei dati raccolti ed originalità dell’approccio, è costruito utilizzando informazioni relative a circa 2000 aziende ed offre un quadro organico delle giovani imprese high tech italiane, sia del manifatturiero sia dei servizi

I due terzi delle aziende hi-tech operano nei servizi (software, servizi Internet e di TLC, editoria elettronica) mentre nel manifatturiero, un ruolo fondamentale è giocato dai settori dell’ICT21.6% del totale, di cui l’8% nella strumentazione elettronica, ottica e biomedicale) e dall’automazione e robotica (10%).

Le aziende sono concentrate in Lombardia (30,3%)  mentre in generale nel Nord Ovest ha la sede il 43,1% delle imprese.

Nel centro  si ha una concentrazione del 18,8%.

Il tasso di innovazione invece sembra abbastanza basso, infatti  solo il 7.3% delle imprese ha ottenuto uno o più brevetti e solo il 3,4% ha partecipato ad almeno un progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea.

Alta anche la mortalità,  che si rileva soprattutto intorno al 2000, per le aziende riguardanti servizi multimediali e E-commerce. Tale fenomeno si inquadra in un generale processo di selezione competitiva che porta alla sopravvivenza delle imprese con le competenze distintive migliori e i modelli di business più solidi e alla concentrazione della struttura di mercato.

Positivo invece è il collaborazionismo tra tali tipi di impresa dato che si rilevano formazione di alleanze con altre imprese, sia a carattere tecnologico che commerciale e una maggior propensione ad accordi di cooperazione tecnologica con istituzioni facenti parte del sistema della ricerca pubblica.



 

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