P.A.: banca del riuso del software
L'avvio dell'operativita' del Portale del Riuso e' stato annunciato dal ministro dell'innovazione tecnologica, Lucio Stanca, ed e' stato realizzato dal CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione.
Secondo stime prudenziali, secondo sempre il Ministero, la riusabilita' del software nella prima fase consentira' di risparmiare almeno il 10% della spesa che la sola amministrazione centrale sostiene per dotarsi di software applicativo (acquisto che attualmente e' di circa 480 milioni di euro l'anno).
Il ministro ha poi ricordato che ''questo e' un obbligo previsto dal Codice dell'Amministrazione Digitale, il quale dispone che per ogni acquisto di software applicativi l'amministrazione pubblica deve verificare nella 'banca del riuso' se gia' esiste un analogo programma''.
Ma perche' il Ministero non spinge all'uso di software Open Source che puo' essere veramente condiviso e ridistribuito senza costi di licenza a tutte le amministrazioni? e che puo' essere aggiornato e manutenuto con costi minimi?? Si deve utilizzare un software vecchio di anni e poi vanno pagate licenze per i sistemi operativi su cui devono girare?
Il brasile, la cina e vari paesi dell'est sono piu' avanti di noi in questo campo.







