Zuckemberg e Facebook annuncio

Dopo le varie denunce contro Facebook di essere una piazza dove tutti possono dire di tutto, Mark Zuckemberg annuncia le prime contromisure.

Metter mano allo stato attuale si è reso necessario per contrastare la disinformazione, spesso voluta e costruita ad arte, che troviamo ogni giorno sul più utilizzato social network del mondo.

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Partner Badge Premier 2016 - google awards

Anche quest’anno siamo stati invitati all’evento di Google a Dublino riservato alle migliori, secondo l’azienda di Mountain View, agenzie di comunicazione dell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa).
Quest’anno però ci sarà una grande novità. E noi ne siamo, perora, protagonisti.
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Ai più il nome dei provvedimenti, PS9235 e PS10076, non diranno niente, ma il loro contenuto cambierà il modo di acquistare online.
L’autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) si è espressa riguardo due compagnie aeree low cost, la Norwegian Air e la Blue Air, e sulla loro pratica di riversare sui clienti dei costi addizionali su particolari pagamenti online. In particolare sono state sanzionate per non avere rispettato la norma introdotta nell’ordinamento italiano a seguito del recepimento della direttiva 2011/83/UE in materia di diritti dei consumatori.

Divieto assoluto di applicare sovrapprezzi

Ma come siamo arrivati a questa sanzione? Le società applicavano un sovrapprezzo per pagare attraverso carte di credito: le commissioni sul pagamento online erano quindi riversate in toto sul cliente con violazione dell’articolo 62 del codice del consumo che, a decorrere dal 13 giugno 2014, sancisce il divieto assoluto di imporre spese ai consumatori italiani per l’utilizzo di un determinato mezzo di pagamento.

E questo è il punto determinante: la norma non riguarda solo le carte di credito e sistemi di pagamento tramite wallet (come PayPal ad esempio), ma anche tutte le altre forme di pagamento come i bonifici e gli acquisti in contrassegno.

Addio al contrassegno?

Il provvedimento fa giurisprudenza, quindi tutti gli store italiani dovranno adeguarsi: basterà una semplice segnalazione per avviare un procedimento sanzionatorio.
Le commissioni delle carte di credito e dell’uso del wallet sono facilmente assorbibili da un negozio online, ma le spese di contrassegno, legate anche oltretutto ai vari problemi di ritorno merce per non accettazione, possono andare ad incidere significativamente sul prezzo di vendita finale dei singoli oggetti e ciò potrebbe segnarne la scomparsa in breve tempo.

Sicuramente una buona notizia per gli internauti che acquistano online e per tutti gli store che hanno fatto della trasparenza dei prezzi un punto fermo della loro offerta commerciale, ma che potrà determinare la scomparsa della possibilità di acquistare tramite contrassegno.

Ht&t ha ottenuto il badge Premier Partner Adwords, un riconoscimento speciale da parte di Google che premia alcune tra le Agenzie Top Partners più meritevoli.
E noi ne siamo davvero fieri.

Ma la strada per diventare affiliati Google non è stata semplice.

Per diventare partner Google è necessario sostenere esami periodicamente, servono Certificazioni aziendali e individuali, Competenze ma soprattutto sono necessari risultati veri e verificabili.

Nel corso del tempo il team di Ht&t ha saputo mettere in pratica tutti i principi richiesti per l’ottenimento di questa qualifica. Ha sostenuto e superato esami, ha lavorato su campagne pubblicitarie on line multi-lingua e multi-country e gestito budget online di importanti realtà internazionali.

Cosa significa essere Premier Google Partner?

Per aiutare potenziali clienti a riconoscere le agenzie che conoscono in maniera approfondita e ottengono maggior risultati dall’utilizzo di Google AdWords, Google ha previsto due tipologie di badge Partner:

  • Badge Google Partner Adwords
  • Badge Premier Google Partner Adwords

Una agenzia per essere inserita nel programma partner (e ottenere il primo badge) deve soddisfare i seguenti requisiti di base:

  • Creare e completare un profilo aziendale Partners, affinché possiamo disporre delle informazioni necessarie per inserire in elenco la tua agenzia nella Ricerca Partner Google.
  • È necessario che almeno un membro affiliato della tua agenzia abbia conseguito la certificazione AdWords per dimostrare che tu e i tuoi colleghi avete una conoscenza avanzata di AdWords.
  • Soddisfare il requisito di spesa per AdWords di $ 10.000 nel corso degli ultimi 90 giorni per tutti gli account gestiti, così da dimostrare che la tua agenzia possiede un buon livello di attività.
  • Soddisfare i requisiti di rendimento ottenendo entrate complessive di AdWords e una crescita cospicue e gestendo e ampliando la tua base clienti.

Ma Google non si è voluto fermare qui, ha deciso di dare un riconoscimento particolare a quelle agenzie che gestiscono investimenti più importanti sulla piattaforma AdWords e che nel tempo hanno guadagnato maggiori certificazioni aziendali dimostrando un rendimento aziendale in continua crescita.

Questo riconoscimento è il nuovo badge Google Premier Partner e questi sono i requisiti necessari per ottenerlo:

  • Creare e completare un profilo aziendale Partners, affinché possiamo disporre delle informazioni necessarie per inserire in elenco la tua agenzia nella Ricerca Partner Google.
  • È necessario che almeno 2 membri affiliati della tua agenzia abbiano conseguito la certificazione AdWords per dimostrare che tu e i tuoi colleghi avete una conoscenza avanzata di AdWords.
  • Soddisfare requisiti di spesa più elevati per gli account gestiti, così da dimostrare che la tua agenzia possiede un buon livello di attività.
  • Soddisfare i requisiti di rendimento ottenendo entrate complessive di AdWords e una crescita cospicue e gestendo e ampliando la tua base clienti.

Oltre al badge, un’agenzia può ottenere anche quelle che vengono definite “specializzazioni aziendali”  ovvero competenze specifiche su determinati prodotti di Google Adwords.

Un’agenzia può specializzarsi in 5 settori diversi:

  • Mobile – Pubblicità per mobile
  • Search – Pubblicità associata alla ricerca
  • Video – Pubblicità video
  • Display – Pubblicità sulla display di Google
  • Shopping – Google Shopping

Ht&t ha ottenuto attualmente la specializzazione in:

    • Search
    • Mobile
    • Display
    • Shopping

Per adesso le specializzazione della nostra agenzia sono relative alle campagne Search, Campagne Mobile, Campagne Display e Campagne Shopping.

Ma non ci accontentiamo, siamo già al lavoro per ottenere anche la specializzazione relativa alle campagne Video.

Le agenzie che hanno ottenuto il badge Premier Google Partner accedono anche a una lunga serie di vantaggi riservati, ovvero:

Formazione:

Corsi di formazione e certificazioni sui prodotti

Corsi di formazione per le vendite

Adesione alla community e aggiornamenti di prodotto

Corsi di formazione per dirigenti aziendali

Assistenza:

Rapporti sul rendimento

Assistenza telefonica, via chat e via email

Idoneità a una gestione dell’account dedicata

Crescita:

Materiali di marketing per le vendite e le presentazioni

Risorse badge Partners

Inserimento in Ricerca partner Google

Consulenza sulla nuova strategia aziendale

Supporto eventi del cliente

Premi:

Offerte promozionali

Concorsi per le agenzie

Partners Summit annuali

Questi benefit che Google ci offre si riflettono direttamente sui servizi che offriamo ogni giorno a i nostri clienti poichè accrescono ogni giorno le nostre conoscenze e competenze. 

Essere tra le pochissime agenzie Google Premier Partner è per noi una grande soddisfazione poichè è una fondamentale testimonianza della qualità dei nostri servizi ma soprattutto è una certificazione che mostra i nostri clienti le nostre reali capacità e competenze.

Ora Facebook potrebbe condizionare anche i nostri stati d’animo attraverso l’algoritmo che ci mostra i post nella nostra timeline. Con questa frase si può riassumere le ultime modifiche che sembrano apportate al famoso social network, ma andiamo con ordine.

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Ormai sono anni che tutti ripetono che lo shop online si sta spostando verso il mondo mobile. I dati sono tutti a dimostrare questo. Nielsen periodicamente esce con dati sul comportamento degli utenti americani che rappresentano un campione affidabile per tutti i paesi industrializzati.

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Ed anche quest’anno siamo di ritorno da MWC 2016 di Barcellona, dove si delineano strategie e futuro del mondo mobile e quanto ad esso connesso.
La presenza a queste fiere è determinante per aiutare i nostri clienti a fare le migliori scelte nelle strade da prendere. E quest’anno più che in altri delle strade sono state chiaramente delineate.

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Google Analytics

Aprire per la prima volta Google Analytics può essere travolgente e scioccante. Report, grafici, impostazioni e infiniti menù, come far a capire che cosa è davvero importante? E quali metriche prendere in considerazione per attuare decisioni strategiche?

Proviamo a spiegare come lavora Google Analytics, che cosa significano i tanti numeri che vedi e come potresti utilizzarli per creare report e prendere decisioni.

Impostare Google Analytics

Ora che sei all’interno di GA per prima cosa devi creare un account, il quale solitamente corrisponde con il nome della tua azienda. Dentro l’account puoi creare separate proprietà per ogni sito che possiedi e vorresti tracciare.

Ad ogni sito viene assegnato un Property ID, il quale servirà a Google Analytics per tenere i dati organizzati. Questo ID somiglierà a qualcosa come UA-XXXXX-YY. Pensa alla proprietà come una casella di posta elettronica e l’ID come l’indirizzo e-mail. I dati vengono inviati a questo particolare ID e GA li raccoglie per noi.

Al di sotto delle proprietà ci sono poi le Viste, che sono i differenti modi per vedere i dati che sono organizzati nella proprietà. Pensa alla tua casella di posta puoi ordinare le mail in differenti cartelle o usare un tag per identificarle, la stessa cosa accade in Google Analytics, puoi ordinare i dati in diverse viste in questo modo puoi vederne una più piccola porzione o quelli che più ti interessano.

Come fanno i tuoi dati ad arrivare a Google Analytics?

Parliamo adesso di come far ad inviare dati nel posto giusto.

Google Analytics genera automaticamente un piccolo codice Javascript per te, il quale deve essere inserito all’interno delle pagine del sito web che vuoi tracciare.
Il metodo per aggiungere questo codice nel tuo sito varia in base a come quest’ultimo è costruito. Ci sono numerose modalità per assolvere questo compito, come ad esempio plugin per WordPress o sistemi come Google Tag Manageri quali semplificano il lavoro e ti aiutano ad aggiungere facilmente il codice di monitoraggio nel tuo sito, oltre ovviamente all’inserimento manuale all’interno del codice.

Potenzialità di monitoraggio

Cosa è possibile tracciare e cosa no? Questo dipende da come gli utenti accedono al tuo sito, vi sono tantissimi motivi per cui i dati non possono essere inviati a Google Analytics.

Per eseguire il codice di monitoraggio di GA è richiesto Javascript, il quale tiene traccia degli utenti che accedono al tuo sito.

Inoltre GA richiede anche il permesso di immagazzinare i cookie di prima parte sul dispositivo dell’utente. I ‘Cookie di prima parte’ sono dei piccoli pezzetti di dati i quali vengono immagazzinati sui computer degli utenti per far si che Google Analytics si ricordi se un utente ha già visitato un sito prima di allora. Grazie a questi, ad esempio, GA determina i visitatori nuovi e di ritorno.

Ci sono molte tecnologie per bloccare il monitoraggio di Google Analytics e sono molte le motivazioni per cui qualcuno dovrebbe attivamente cercare di bloccare Google Analytics, come ad esempio limitazioni di privacy per l’utilizzo dei dati o tool per inibire volontariamente l’esclusione del tracciamento (es. plugin chrome Analytics Blocker). In questi casi non c’è molto che si possa fare da un punto di vista tecnico. Se un utente blocca Google Analytics, la sua navigazione non sarà inclusa nei dati di reportistica Google Analytics.

Tipi di report

All’intero di Google Analytics ci sono quattro grandi categorie di report di default.

  • Pubblico  

All’interno di questa sezione ci sono report che forniscono informazioni riguardo gli utenti che accedono al tuo sito web. Nello specifico riporta tutto quello che si può ricavare dagli utenti che arrivano sul tuo website come dati demografici, geografici, interessi, la tipologia di dispositivo utilizzato ed altro ancora.

  • Acquisizione

Questi report determinano come gli utenti arrivano sul tuo sito web. Senza entrare troppo nel dettaglio il tuo sito internet accoglie i suoi visitatori attraverso varie sorgenti di traffico che comprendono: social network, referral, mail e campagne pubblicitarie come Adwords, Facebook o Twitter.

  • Comportamento

Questa sezione si focalizza su che cosa hanno fatto gli utenti sul tuo sito web. Puoi avere informazioni riguardo le pagine che gli utenti hanno visualizzato, quali landing pages sono state più popolari, quanto tempo gli utenti spendono su una specifica pagina ed altro ancora.

  • Conversioni

Questo ultimo gruppo di report probabilmente il più importante. Puoi definire alcune pagine o azioni che vorresti i tuoi utenti visitassero o eseguissero cosicché tu possa vedere quando/come viene effettuata una conversione. Puoi anche tracciare acquisti da e-commerce, sapere ogni volta che qualcuno aggiunge un prodotto nel carrello del tuo negozio on line, sapere se gli utenti si sono iscritti alla tua newsletter ed altre azioni simili.

Le metriche più comuni ed utili di Google Analytics

  • Sessioni

Per sessione si intende un gruppo di interazioni che hanno luogo sul tuo sito web in un determinato arco di tempo (di defaulta 30 minuti è l’intervallo per ritenere una sessione differente da un’altra effettuata dallo stesso utente con lo stesso dispositivo e lo stesso browser). Ad esempio, una singola sessione può contenere più schermate o visualizzazioni di pagina, eventi, interazioni sociali e transazioni e-commerce.

Una sessione può essere considerata come un contenitore per le azioni intraprese da un utente sul sito. Se qualcuno arriva sul nostro sito da social media o una ricerca su Google, tutte le attività in quella sessione particolare viene accreditata a quel particolare canale.

  • Utenti

La metrica Utenti si riferisce al numero di utenti unici che hanno fatto accesso al tuo sito, ovvero a coloro che hanno avviato almeno una sessione nell’intervallo di date selezionato ed include sia gli utenti nuovi che quelli di ritorno.

  • Visualizzazioni di pagina

In questa sezione puoi trovare quante e quali pagine sono state visitate dagli utenti.

Solitamente, questo numero è superiore a quello che dovrebbe essere, perché comprende anche viste multiple della stessa pagina, anche durante la stessa sessione.

  • Durata media sessione

Questa è una delle metriche più incomprese ed indica la durata media della sessione ovvero la durata totale di tutte le sessioni (in secondi) diviso il numero di sessioni. Potremmo anche dire che misura quanto tempo hanno speso gli utenti sul tuo sito.

  • Frequenza di rimbalzo

La frequenza di rimbalzo è la percentuale di sessioni in cui gli utenti abbandonano il sito dalla pagina da cui sono entrati, senza interagirvi.

Esistono diversi fattori che contribuiscono a una frequenza di rimbalzo elevata.
Ad esempio, gli utenti potrebbero abbandonare il sito dalla pagina da cui sono entrati in presenza di problemi di progettazione o di usabilità del sito. In alternativa, gli utenti potrebbero anche abbandonare il sito dopo aver visto una sola pagina se hanno trovato le informazioni di cui avevano bisogno senza avere la necessità o alcun interesse a visitare altre pagine. Spesso vengono utilizzate tecniche per “correggere” il Bounce Rate, come considerare un evento specifico parimentato ad una ulteriore pagina vista sul sito (scroll della pagina, tempo di permanenza sulla stessa, clic su un pulsante di form che non attiva un caricamento di una nuova pagina).

Google Analytics può apparire complesso se non si effettua un percorso di comprensione legato al funzionamento della piattaforma: sia per utenti novizi, che per figure avanzate, sviluppare un piano di misurazione per convertire in obiettivi misurabili (con KPI – indicatori di performance) è l’elemento differenziale tra un approccio corretto e non dell’uso di questo tool di misurazione e elaborazione dato. Resta il fatto che comprendere i dati registrati dalla piattaforma è estremamente utile sia per sapere ciò che accade all’interno del tuo sito sia per elaborare strategie generali che per ottimizzare il progetto web stesso.  Ricorda che solo essendo a conoscenza del comportamento degli utenti è possibile prendere decisioni che migliorino il tuo lavoro e che ti facciano raggiungere obiettivi.

apple brand

“Se non ci cannibalizziamo da soli, lo farà qualcun altro al posto nostro” sosteneva Steve Jobs. E’ questa la grande forza di  Apple la quale, tenutasi fedele a questa convinzione continua a superare i propri prodotti esistenti e lanciarne di completamente nuovi, conquistando così la 1° posizione della classifica dei top 100 brand di maggiore valore economico del 2015.

Apple occupa così la prima posizione nella classifica dei Top Brand 2015 con un valore di 246,992 milioni di dollari ed un + 67% rispetto al 2014.

A seguire troviamo il colosso Google  che quasi due decenni dopo aver raggiunto il Web, si è sicuramente diversificato dal suo ruolo originale di motore di ricerca su Internet .

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I Micro-moments cambiano nuovamente le regole del web marketing e rappresentano una nuova sfida per le aziende.

Nella fase di ricerca degli utenti, sono stati individuati da Google i cosiddetti “Micromoments” durante i quali diventa fondamentale farsi trovare, proporre i propri prodotti e servizi ma anche fornire informazioni sul proprio negozio fisico.

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